Come truccare gli occhi per ingrandirli: come allargare lo sguardo

Alzi la mano chi non sogna occhioni da bambola? Abbiamo chiesto all’esperto makeup di condividere con noi tutti i segreti da “pro” per ingrandire lo sguardo

C’è speranza per chi ha gli occhi per natura piccoli e desidera ottenere uno sguardo “Bambi-like”? Certo che sì, gli occhi si possono ingrandire a patto di conoscere alcuni segreti dei truccatori, abilissimi nel creare incredibili effetti ottici e rimediare ai nostri difetti. Abbiamo chiesto qualche consiglio a Giovanni Pirri

, truccatore delle star. Il quale ci ha confermato: la richiesta di occhi più grandi – alla Goldie Hawn, per intendersi – è assolutamente comune. Ecco tutto quello che occorre sapere sull’argomento.

LA TECNICA ANNI ’60
Ingrandire gli occhi piccoli: «da sempre attrici e cantanti sono ossessionate da uno sguardo profondo, quello che noi addetti ai lavori chiamiamo “Doll’s Eyes”. Facendo un salto nel passato e arrivando agli anni Sessanta e Settanta, scopriamo che in quei decenni le tecniche per ingrandire gli occhi erano molto accademiche: donne dello spettacolo con occhi non grandi, come ad esempio Raffaella Carrà, venivano truccate creando una codina scura e allungata sulla parte esterna degli occhi, spesso in abbinamento a un tratto di matita bianca all’interno dell’occhio e nell’angolino esterno dell’occhio».

FOREVER SMOKEY EYE
«Oggi, in abbinamento a questa tecnica in stile 60s si opta per l’intramontabile smokey eye, che con i suoi giochi di colore sfumato crea l’illusione di occhi molto grandi. In via generale, infatti, sappiamo che creare dello scuro attorno all’occhio, sfumandolo con abilità il colore in direzione della sopracciglia, fa perdere la percezione della reale grandezza dell’occhio. Se in più scegliete ombretti dal finish metallico e shimmering, dunque in grado di riflettere la luce, la parvenza di occhi più grandi sarà ancora più riuscita».

INGRANDIRE GLI OCCHI: HOW TO
Ecco come procedere step by step. Spiega Pirri: «create un tratto scurousando una matita nera sulla bordatura dell’occhio e lungo la rima ciliare, per poi sfumarla leggermente. Procuratevi ora una palette di ombretti in toni scuri e fumosi (nero/grigio) e partite dalla nuance più dark, applicandola sulla rima ciliare superiore e sfumandola con gradualità. Alleggerite l’intensità del colore mano mano che vi allontanate dalla bordatura, lasciando spazio a nuance medie e poi chiare, a scomparire. Tenete a mente l’effetto del fumo: intenso quando nasce alla base del fuoco, via via che sale nel cielo acquisisce toni medi fino a svanire. Mai senza: mascara ultra dark, meglio se applicato su ciglia trattate con il piegaciglia, per un effetto vamp immediato. Il consiglio in più: passate il mascara sia sulla rima ciliare superiore, che su quella inferiore».

SE GLI OCCHI SONO AFFATICATI
Periodo faticoso e avete gli occhi segnati da borse e occhiaie? «Sappiate che lo smokey eye è indicatissimo perché camuffa i segni di stanchezza», precisa Pirri. «In questo caso, però, prima di procedere con il trucco è fondamentale idratare bene la zona del contorno occhi, scegliendo prodotti decongestionanti e drenanti in caso di occhiaie e borse. Annullate le discromie dell’occhiaia con il correttore e aiutatevi con un primer occhi per minimizzare le increspature della palpebra con effetto ottico levigante».

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SOS Pelle: i 5 migliori ingredienti naturali per lenire e guarire la pelle

Addio formulazioni ultra elaborate! In fatto di cura della pelle, i marchi di lusso si stanno ora focalizzando su ingredienti centenari naturali, scientificamente provati. Vogue vi illustra i migliori 5 per lenire e guarire la pelle: dall’avena all’argento fino al ginseng

È immensa e spesso fa promesse impossibili. L’industria della bellezza è talmente invasa da prodotti ‘miracolosi’ che sembrano offrire tutta una serie di benefici, che a volte è davvero difficile destreggiarsi tra le formulazioni cosmetiche. Per darvi una mano Vogue vi illustra i 5 migliori ingredienti per lenire e guarire la pelle e i prodotti che ne sfruttano al meglio il potenziale.

1. Argento

Da utilizzare per: Acne e brufoli.

Di cosa si tratta: Minuscole particelle di idrosol di argento (ioni di argento) sospese in acqua ad uso farmaceutico.

Il suo utilizzo nella storia: Nell’Antica Roma, si usava conservare il vino all’interno di urne d’argento per impedire che si deteriorasse e si mettevano monete d’argento nel latte per mantenerlo fresco. Durante gli anni 30, i dottori utilizzavano l’argento per le sue proprietà purificanti e antibatteriche prima della diffusione degli antibiotici. Oggigiorno, le garzecon argento incorporato sono ancora ampiamente usate dai dottori per trattare traumi alla pelle proprio in virtù del potere antimicrobicodell’argento.

Come è utilizzato nella cura delle pelle: L’argento colloidale calma la pelle infiammata e sconfigge i batteri senza rimuovere il microbioma cutaneo. È particolarmente efficace nel trattamento dei sintomi da stress ossidativo e dell’acne.

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2. Avena

Da utilizzare perEczema.

Di cosa si tratta: L’avena colloidale è avena macinata finemente sospesa in un liquido.

Il suo utilizzo nella storia: I fiocchi di avena sono fantastici per l’idratazione, per riparare la barriera cutanea, alleviare il prurito e ridurre le infiammazioni e sono stati utilizzati per anni per trattare varie problematiche della pelle. I più antichi cereali di avena sono stati scoperti in Egitto e risalgono a 2000 a.C. mentre si pensa che l’utilizzo dell’avena nella cura della pelle risalga al XVII secolo. Nel 1945 veniva prodotta l’avena colloidale per la prima volta e, in seguito a ricerche, si dimostrava in grado di migliorare la salute della pelle e alleviare il prurito. Nel 2003, invece, l’ente statunitense FDA (Food and Drug Administration) approvava ufficialmente l’avena colloidale come protettore della pelle.

Come è utilizzata nella cura della pelle: L’avena è ricca di lipidi e proteine, il che significa che è in grado di idratare in maniera naturalee forma una sorta di sigillo protettivo sulla superficie dell’epidermide. È inoltre ricca di antiossidanti che contribuiscono a proteggere l’epidermide dall’azione dannosa dei radicali liberi.

Crema Doccia Nutriente all'Avena di Yves Rocher contiene il 99% di ingredienti di origine naturale. Protegge la pelle dall'eccessiva secchezza
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3. Calendula

Da utilizzare per: Pelle secca e brufoli.

Di cosa si tratta: Estratto della calendula officinalis.

Il suo utilizzo nella storia: Nell’Antica Grecia, a Roma e in Arabia, la calendula era utilizzata per le sue proprietà medicinali, per curare le punture di scorpione, le ustioni e le emorroidi. Venne usata anche durante la Guerra Civile Americana e la Prima guerra mondiale: i fiori e le foglie di calendula erano applicati sulle ferite aperte per disinfettarle e accelerare il processo di guarigione.

Come è utilizzata nella cura della pelle: La calendula contiene flavonoidi e acido linoleico, entrambi utili per combattere le infiammazioni; inoltre ha proprietà antibatteriche. Insieme, queste danno sollievo alla pelle secca e screpolata. La calendula è inoltre particolarmente indicata per pelli sensibili e infiammate.

De-Stress Mask di Comfort Zone è perfetta per pelli stressate e particolarmente esposte agli agenti atmosferici. Include estratti di Aloe e Calendula per attenuare i rossori
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4. Centella asiatica

Da utilizzare perDisintossicare e calmare.

Di cosa si tratta: Estratto della Centella asiatica, una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia, spesso utilizzata nell’Ayurveda (è volgarmente nota come ‘tigre del prato’).

Il suo utilizzo nella storia: La centella asiatica è stata utilizzata da tempi immemori per le sue proprietà medicinali. Nell’Antica Grecia si pensava fosse un rimedio utile per trattare la lebbra. Nel 1800, gli europei iniziarono ad utilizzare la centella asiatica per curare bruciature e ferite. Mentre nell’Ayurveda e nella medicina tradizionale cinese (dove è ancora ampiamente in uso oggi giorno) la si utilizza per trattare eczemi e dermatiti, oltre a problematiche quali ulcere, bronchiti e anemia. Nella filosofia della yoga si pensa che migliori il chakra della corona, promuova la calma, stati meditativi e riduca l’ansia. Gli elefanti dello Sri Lanka masticano spesso le foglie e la corteccia di questa pianta e sono considerati tra i mammiferi più longevi.

Come è utilizzata nella cura della pelle: Nota per migliorare la circolazione e promuovere la produzione del collagene, la centella asiatica contribuisce a rafforzare la struttura della pelle e a migliorarne l’elasticità. È inoltre ricca di antiossidanti, che aiutano a combattere gli aggressori atmosferici. È particolarmente indicata per trattare i segni visibili di eczema, psoriasi, capillari fragili e cicatrici.

Emulsion Ecologique di Sisley è un trattamento idratante, rivitalizzante ed energizzante per tutti i tipi di pelle. Idrata e aiuta a contrastare le aggressioni esterne. Contiene anche ginseng! (vedi sotto)
Emulsion Ecologique di Sisley è un trattamento idratante, rivitalizzante ed energizzante per tutti i tipi di pelle. Idrata e aiuta a contrastare le aggressioni esterne. Contiene anche ginseng! (vedi sotto)

5. Ginseng

Da utilizzare perCalmare

Di cosa si tratta: Le radici e le foglie macinate della pianta del Ginseng, coltivata specialmente in Cina, Giappone, Corea e Russia. Il suo nome botanico Panax Ginseng deriva dal Greco ‘pan’ che significa ‘tutto’ e ‘axos’, che significa ‘cura’. Quindi il suo nome può essere tradotto come ‘rimedio per tutto’ o ‘panacea’.

Il suo utilizzo nella storia: Soprannominato ‘il re degli adattogeni‘, il ginseng è stato utilizzato nella medicina cinese per secoli per trattare di tutto, dalle malattie respiratorie ai disturbi cognitivi. È ancora ampiamente usato nella medicina tradizionale cinese come disintossicante e per ristabilirsi dopo una malattia. Studi clinici hanno dimostrato che è in grado di stimolare il sistema immunitarioridurre la fatica, aumentare l’energia e potenziare la resistenza oltre a promuovere la salute delle ghiandole surrenali e contribuire ad aiutare la pelle a ristabilirsi dall’inquinamento atmosferico.

Come è utilizzato nella cura della pelle: Noto per la sua azione equilibrante sulla la pelle, il ginseng promuove la circolazionesanguigna, migliorando l’abilità della pelle di ripararsi a livello cellulare. Le sue forti proprietà antiossidanti aiutano a ridurre i danni causati dai radicali liberi e proteggono la pelle durante i processi di guarigione.

Ginseng Shot Mask di Erborian ha una formula arricchita con Ginseng, noto per le sue proprietà leviganti e idratanti che contribuiscono a fornire un effetto levigante
Ginseng Shot Mask di Erborian ha una formula arricchita con Ginseng, noto per le sue proprietà leviganti e idratanti che contribuiscono a fornire un effetto levigante

Fare la dieta fa male alla pelle?

L’alimentazione ha un ruolo fondamentale sulla pelle. Questo vale per i brufoli certo, ma anche per le rughe. Insomma, anche un trattamento di medicina estetica può portare a risultati deludenti se la dieta che si segue è quella sbagliata

Alimentazione e pelle, dieta (estiva come invernale) e skincare: un legame profondo e antico, ma indagato solo negli ultimi anni. L’alimentazione è infatti tra i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. «La pelle è l’interfaccia con il mondo esterno e comunica il nostro equilibriopsicofisico, riflettendo lo stato di salute e di invecchiamento di tutto il corpo», spiega il professor Domenico Centofanti, vicepresidente della Sime (Società Italiana di Medicina Estetica) e specialista in Scienza dell’Alimentazione. «La terapia antiaging, oltre alle varie metodiche impiegate per rallentare l’invecchiamento cutaneo, deve considerare lo stile di vita e l’alimentazione in particolare. È la dieta, infatti, che condiziona maggiormente la differenza del risultato dei trattamenti estetici».

I 4 NEMICI DELLA PELLE

Sono quattro i processi che incidono sull’invecchiamento cutaneo: la Glicazione, l’Insulinoresistenza, lo Stress Ossidativo e l’Infiammazione, tutti strettamente correlati al cibo, quattro processi connessi tra loro che formano un circolo vizioso. «Cominciamo con la Glicazione, scatenata dall’eccesso di zuccheri, dalle diverse metodologie di cottura, dall’utilizzo di dolcificanti, tutti elementi che favoriscono la produzione dei cosiddetti AGEs (Advanced Glycation End products) che direttamente o dopo essersi legati a ricettori specifici, interagiscono, tra l’altro, con i fibroblasti e gli adipociti, aprendo la strada alla glicazione, ovvero a un’alterazione delle fibre collagene ed elastiche, fondamentali per la compattezza, l’elasticità e il turgore cutaneo», continua Centofanti. «L’Insulinoresistenza, invece, è la ridotta capacità di far utilizzare il glucosio nelle cellule dell’organismo, causando un accumulo di grasso e una maggiore produzione di citochine infiammatorie con conseguente danno alle strutture cutanee. A ciò si aggiunge il ben conosciuto Stress Ossidativo che ha un ruolo primario sul benessere di derma ed epidermide. Un’alimentazione tipicamente occidentale aumenta infatti la produzione di radicali liberi, i più grandi nemici della nostra pelle. Infine l’Infiammazione generata da: sedentarietà, fumo, farmaci, stress e una dieta ricca di grassi saturi e trans, ma anche di zuccheri semplici che favorisce l’alterazione della matrice extracellulare, dove si trovano le fibre collagene ed elastiche».

COSA FARE (E MANGIARE) ALLORA?


Qual è allora l’alimentazione più corretta da seguire per il benessere del nostro organismo, pelle compresa? «È importante ridurre gli zuccheri semplici, i prodotti processati dall’industria alimentare e ricchi di sostanze aggiunte, aumentare il consumo di frutta e soprattutto di verdure e ortaggi», conclude Centofanti. «Scegliamo i prodotti animali che provengono principalmente dal pascolo o dalla pesca e non dagli allevamenti intensivi e cerchiamo di trovare nel cibo tutte le sostanze di cui il corpo e quindi anche la cute hanno bisogno, invece di ricorrere all’uso, spesso sconsiderato e improprio, degli integratori come scorciatoia e soluzione. Per queste ragioni, prima di trattare un inestetismo, va sempre esaminato lo stile di vita della paziente e anche la sua alimentazione per formulare un progetto che sia innanzitutto di prevenzione e poi di correzione».

Addio a Nadia Toffa, morta a 40 anni la conduttrice de Le Iene

Il malore nel dicembre 2017, poi la lunga battaglia contro la malattia

Nadia Toffa, noto volto televisivo e conduttrice de Le Iene, è morta a 40 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Lo annuncia la redazione de Le Iene con un commovente post su Facebook: “Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi”.

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“In seguito ad un malore lo scorso dicembre (era il 2017, ndr) sono stata operata d’urgenza”, raccontava Nadia Toffa nello studio di Silvia Toffanin a “Verissimo”, lo scorso ottobre: “Poi ho fatto la chemioterapia e la radioterapia. Sembrava tutto finito, ma a marzo durante un controllo, è arrivata la brutta notizia. Il cancro era tornato e mi hanno operato nuovamente”.

Da allora la “Iena” ha cominciato imperterrita la sua battaglia contro il tumore, a suon di cicli di radioterapia e chemioterapia. La perdita dei capelli, gli haters, che criticavano la sua “eccessiva” esposizione social, e poi le ricadute, la stanchezza… Nulla sembrava poterla fermare o toglierle il sorriso, quello che mostrava ogni volta nei post pieni di speranza, con i quali teneva costantemente aggiornati i suoi follower, diventando così, per molti malati come lei, un simbolo di forza e tenacia.
Il suo ultimo post su Instagram risale al primo luglio, prima del peggioramento della malattia. Ad accompagnarlo, come sempre, uno scatto in cui sorride, accanto al suo cagnolino Totò. “Io e Totò unite contro l’afa ! E dalle vostre parti come va? Vi bacio tutti tutti tutti”.

Poi più niente, fino alla terribile notizia di oggi.

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“E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI”. Con queste parole inizia il ricordo delle Iene dedicato alla collega: “Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi”.

“Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi”, prosegue il post. “Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente ‘il male incurabile’ e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio”. “‘Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi. E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore – conclude il post delle Iene – che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima”.

PEACH